PEPPERED: an existential platformer (sviluppato da Mostly Games) è un’opera indie spiazzante, geniale e profondamente originale che utilizza la struttura di un platform bidimensionale per imbastire una riflessione filosofica caotica, sarcastica e surreale sul libero arbitrio, sul fallimento e sulla futilità della routine quotidiana.
La Trama: Dalla crisi esistenziale all’apocalisse
Il gioco segue le disavventure di un comune, apatico impiegato d’ufficio che, di fronte all’imminente fine del mondo e all’indifferenza generale della società, decide di prendere in mano la situazione per tentare di salvare l’umanità. Il problema è che il mondo non apprezza l’iniziativa: la risposta collettiva si traduce in sommosse, interventi della polizia e un’ondata mediatica che bolla rapidamente il protagonista come un pericoloso terrorista. Da qui si dipana una narrazione fortemente ramificata, ricca di umorismo nero, situazioni assurde (come fuggire da criminali su un carrello della spesa o fare i conti con banchieri e divinità della morte) e bivi narrativi in cui ogni decisione — o fallimento — modificherà radicalmente il corso della storia e l’epilogo.
Gameplay e Meccaniche: “One Shot” e bivi a catena
Sebbene si presenti esteriormente come un platform d’avventura in pixel art, PEPPERED rifiuta le convenzioni dei classici giochi di precisione per concentrarsi sul peso delle scelte:
- Tutto ha una conseguenza (One Shot): Non esistono ricariche infinite o retry indolori per ogni singola situazione. Se fallisci uno scontro contro un boss o una sequenza cruciale, il gioco raramente ti riporta indietro per darti una seconda opportunità; piuttosto, assorbe il fallimento, lo incorpora nella trama e devia la narrazione verso strade inaspettate.
- Fuga, Stealth e Azione: Oltre alle canoniche sezioni di salto e corsa, il titolo introduce sezioni stealth, dialoghi a scelta multipla e momenti di esplorazione in cui interagire con NPC eccentrici e depressi.
- Rigiocabilità Ramificata: Grazie a una moltitudine di finali e percorsi che possono condurre in luoghi completamente unici con meccaniche di gioco differenti, il titolo spinge fortemente a essere rigiocato per scoprire ogni sfumatura del delirio creativo degli autori.
Comparto Tecnico e Artistico su PC
- Stile Visivo: La pixel art è espressiva, ricca di personalità e caratterizzata da animazioni esagerate e grottesche che infondono grande vitalità ai bizzarri personaggi che popolano il mondo di gioco.
- Sound Design: La colonna sonora mescola melodie chiptune a tracce ambient e sovrapposizioni sonore volutamente caotiche (folle festanti, suoni alieni, rumori d’ufficio), creando un tappeto acustico straniante che sposa perfettamente il tono “esistenziale” dell’opera.
- Prestazioni: Sotto il profilo tecnico su PC il titolo è estremamente leggero, fluido e privo di sbavature, pensato per girare senza problemi su qualsiasi configurazione.
Verdetto
PEPPERED: an existential platformer è una piccola grande sorpresa del panorama indipendente. Più che per la pura eccellenza delle sezioni platform (che svolgono comunque il loro dovere di accompagnamento), il gioco conquista per la sua dirompente originalità, la scrittura tagliente e la capacità di trasformare i fallimenti del giocatore in una parte organica e spassosa della narrazione. Un’esperienza breve ma intensa, consigliata a chi cerca qualcosa che vada ben oltre il semplice intrattenimento.
PRO:
- Narrazione profondamente ramificata e imprevedibile, in cui ogni fallimento altera la storia.
- Scrittura brillante, intrisa di umorismo nero e satira esistenziale.
- Estetica in pixel art e sound design bizzarri e ricchi di personalità.
CONTRO:
- Le meccaniche da platform puro risultano piuttosto tradizionali e secondarie rispetto all’impatto narrativo.
- Alcune diramazioni narrative avanzate possono risultare meno rifinite rispetto alla formidabile prima parte di gioco.
