Mesoké, la recensione

Se sei alla ricerca di un gioco per staccare la spina dal caos frenetico degli sparatutto o dei titoli d’azione più blasonati, l’opera prima dello studio indie Mystik’art potrebbe essere la tua prossima oasi felice. Rilasciato su PC, Mesoké è un titolo che rifiuta categoricamente i canoni tradizionali del game design commerciale: non ci sono combattimenti, non ci sono dialoghi a schermo e non troverai una minimappa a guidarti.

Mesoké preferisce affidarsi interamente al potere del volo e del simbolismo per raccontare un viaggio intimo ed emotivo.

Volare per Ricostruire se Stessi

La premessa narrativa è minimalista ma suggestiva. Il gioco si apre con una donna intenta a meditare sul ciglio di un dirupo. Subito dopo, il suo spirito si libra nel vuoto, legandosi idealmente a un aquilone (o assumendo la forma di un globo spirituale). Da quel momento, il tuo compito sarà esplorare una serie di affascinanti regni celesti sospesi nel vuoto, che fluttuano pigramente tra le nuvole.

Ogni mondo rappresenta una specifica emozione umana o una fase della vita — come la gioia, la perdita, il dolore e la guarigione. Esplorando queste isole fluttuanti, dovrai raccogliere sfere di energia vitale (il Chi) da incanalare nel tuo HUB centrale, un antico palazzo interiore in rovina. Vedere i canali di pietra riempirsi gradualmente di un flusso azzurro e luminoso, mentre il tempio torna al suo antico splendore, restituisce un senso di progressione incredibilmente soddisfacente.

Il Gameplay: L’Arte del Rischio Calcolato

Il sistema di movimento è il vero fiore all’occhiello dell’esperienza. Il volo è basato sul momentum (l’inerzia e la conservazione della velocità) e sull’uso sapiente delle correnti d’aria. Planare è fluido, leggero e quasi ipnotico, ma non per questo banale.

Il gioco introduce infatti un’interessante dinamica di rischio/ricompensa:

Più voli vicino agli ostacoli, alle pareti rocciose o sfiori i burroni più profondi, più Chi riuscirai a raccogliere in un colpo solo.

Se commetti un errore e ti schianti, non andrai incontro a una schermata di Game Over punitiva, ma perderai una parte dell’energia accumulata fino a quel momento. Questo elemento impedisce al gioco di trasformarsi in un’esperienza fin troppo passiva, richiedendo una buona dose di concentrazione e precisione nelle traiettorie.

Un Comparto Artistico Notevole con Qualche Spigolo Tecnico

Dal punto di vista visivo, Mesoké è una gioia per gli occhi. Gli scenari evocativi, la gestione delle luci e l’uso del colore creano un’atmosfera onirica che ricorda da vicino capolavori del calibro di Journey o ABZÛ. La colonna sonora, dominata da malinconiche melodie al pianoforte e arrangiamenti di violino, è eccezionale, sebbene la scarsa varietà di tracce alla lunga possa risultare un po’ ripetitiva.

Tuttavia, il titolo non è esente da difetti legati alla sua natura indipendente:

  • I Controlli: Gli sviluppatori raccomandano caldamente l’uso di un controller. Ciononostante, la scelta di mappare sia il movimento del personaggio sia la rotazione della telecamera sulla sola levetta analogica sinistra risulta inizialmente bizzarra e richiede un bel po’ di tempo per essere metabolizzata.
  • Progressione Criptica: La totale assenza di indicatori o spiegazioni rende l’inizio del viaggio un po’ disorientante. Verso le battute finali, inoltre, per sbloccare l’area successiva potresti trovarti costretto a rigiocare i livelli alla ricerca di un singolo collezionabile (come i dipinti nascosti) mancato in precedenza, sfociando in un leggero backtracking.

Verdetto: Promosso o Bocciato?

I PROI CONTRO
• Sistema di volo fluido, inerziale e altamente soddisfacente.• Sistema di controllo a levetta singola un po’ macchinoso.
• Direzione artistica e atmosfera sensoriale di alto livello.• Mancanza di indicazioni chiare che può generare confusione.
• Meccanica rischio/ricompensa sul Chi ben bilanciata.• Colonna sonora splendida ma con pochi brani ripetuti.

Mesoké è un piccolo gioiello indie che fa della delicatezza il suo punto di forza. Se entri nell’ottica di lasciarti trasportare dal flusso, senza la fretta di dover “completare una missione”, troverai un’avventura poetica, terapeutica e visivamente splendida. Se invece cerchi un gameplay rigido, storie strutturate o un’azione serrata, la sua natura astratta e contemplativa potrebbe lasciarti a terra.

Pubblicato da GameReviews

Mi piace leggere, scrivere, videogiocare, approfondire la mia conoscenza delle lingue indoeuropee e mangiare i bambini.

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