Gobliiins Collection, la recensione

Se sei cresciuto a pane e PC nei primi anni novanta, il solo nome Coktel Vision o la strana dicitura con tre “i” ti farà scendere una lacrimuccia. Red Art Games ha compiuto un’operazione di puro recupero storico portando su Nintendo Switch la Gobliiins Collection, un’antologia che racchiude ben cinque capitoli di una delle saghe punta e clicca più folli, stravaganti e (ammettiamolo) frustranti della storia dei videogiochi.

Ecco cosa devi aspettarti da questo tuffo nel surrealismo franco-belga degli enigmi.

Il Contenuto della Raccolta

La collection è generosa e copre oltre trent’anni di storia della saga ideata dalla mente di Pierre Gilhodes:

  • Gobliiins (1991): Il capostipite. Tre goblin (Oups, Asgard e Ignatius) con abilità uniche — uno usa la forza, uno la magia, uno raccoglie oggetti — devono salvare il re impazzito. Ha una spietata barra della vita che si consuma a ogni errore.
  • Gobliins 2: The Prince Buffoon (1992): Due soli goblin protagonisti, ma che possono agire contemporaneamente, introducendo enigmi basati sul tempismo. Sparisce la barra della salute (per fortuna!).
  • Goblins 3 (1993): Segue le avventure del giornalista Blount. Gli scenari si allargano e la narrazione si fa un briciolo più strutturata.
  • Gobliiins 4 (2009): Il controverso passaggio al 3D. Sebbene l’umorismo resti intatto, visivamente e tecnicamente sente molto il peso degli anni.
  • Gobliiins 5 (2023): Il grande ritorno alle origini bidimensionali in pixel art, che chiude (per ora) il cerchio riportando in scena il trio originale.

Oltre ai giochi, la raccolta include una sezione extra molto gradita dai puristi: gallerie di artwork, confezioni originali digitalizzate, un lettore musicale per le strambe colonne sonore e un’intervista documentario a Gilhodes.

Il Gameplay: Logica da Cartone Animato (e Niente Aiuti)

Il fulcro di Gobliiins differisce dalle avventure LucasArts o Sierra dello stesso periodo. Qui l’azione è quasi sempre confinata in singole schermate statiche che funzionano come enormi “stanze rompicapo”. Non devi viaggiare per mondi immensi, devi capire come far interagire i tuoi goblin con quello che vedi.

Il problema principale — che per alcuni è il fascino intramontabile della serie — è la logica astrusa. Gli enigmi seguono le regole di un cartone animato surreale. La soluzione spesso non ha alcun senso logico convenzionale: ti ritroverai a tentare combinazioni a caso (il classico “clicca tutto su tutto”) finché non succede qualcosa di bizzarro.

Nota per i neofiti: La Collection è un’operazione purista. Non ci sono sistemi di aiuti in-game o suggerimenti diretti. Se ti blocchi, o usi l’ingegno (e molta pazienza) o cerchi una guida su internet come si faceva vent’anni fa.

Come si comporta su Nintendo Switch?

Il genere dei punta e clicca nasce per il mouse, ma l’adattamento su Switch se la cava dignitosamente. I comandi analogici simulano il puntatore, e la natura “mordi e fuggi” delle singole schermate si sposa alla perfezione con la modalità portatile della console. È presente anche una comoda funzione per evidenziare i punti di interesse (hotspot) sullo schermo, fondamentale per evitare il pixel hunting forsennato, anche se saltuariamente manca di segnalare qualche micro-oggetto.

Visivamente i capitoli in 2D mantengono un fascino incredibile. Le animazioni slapstick dei goblin, le loro espressioni di frustrazione e i suoni campionati in un finto linguaggio borbottato sono ancora oggi spassosi. Discorso diverso per il quarto capitolo in 3D, che su Switch mostra evidenti spigolosità e un comparto tecnico un po’ zoppicante.

Verdetto: Promosso o Bocciato?

I PROI CONTRO
• Cinque giochi completi che offrono un sacco di ore di enigmi.• La logica degli enigmi è spesso totalmente arbitraria.
• Il fascino della pixel art e delle animazioni vecchio stile.• Mancanza di un sistema di aiuti moderno per i nuovi giocatori.
• Ottimi contenuti extra e documentaristici inclusi.• Il quarto capitolo in 3D è invecchiato decisamente male.

La Gobliiins Collection su Nintendo Switch è una macchina del tempo splendida ma spietata. Se amate la storia dei videogiochi, il genere punta e clicca e non avete paura di spremervi le meningi di fronte a soluzioni totalmente folli, questa raccolta è una perla nostalgica da avere in libreria. Se cercate un’avventura moderna, guidata e logica, il rischio di lanciare i Joy-Con contro il muro è decisamente alto.

Pubblicato da GameReviews

Mi piace leggere, scrivere, videogiocare, approfondire la mia conoscenza delle lingue indoeuropee e mangiare i bambini.

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