Ci sono franchise che non hanno bisogno di presentazioni. Se oggi il genere degli sparatutto a scorrimento orizzontale (shmup) ha regole precise, lo dobbiamo in gran parte a Irem e al suo leggendario cabinato del 1987. Con R-Type Dimensions III, la celebre saga fantascientifica torna a splendere sui nostri schermi in una collezione definitiva che non solo unisce il glorioso passato dei primi capitoli, ma lo proietta nel presente con una serie di chicche tecniche e strutturali pensate sia per i veterani nostalgici che per le nuove generazioni di piloti.
Mettetevi comodi nell’abitacolo della navetta R-9: l’impero di Bydo è tornato, e non ha intenzione di fare sconti a nessuno.
Due Giochi, Due Dimensioni, Un Solo Tasto
Il cuore pulsante di questa raccolta è la presenza dei primi due indimenticabili capitoli: R-Type e R-Type II. La vera magia di Dimensions III, tuttavia, risiede nel comparto tecnico. Il gioco permette infatti di passare istantaneamente, con la pressione di un singolo tasto e in tempo reale, dalla storica e gloriosa grafica pixel art originale in 2D a una veste grafica completamente poligonale in 3D, arricchita da effetti di luce moderni e texture rimasterizzate.
Non si tratta solo di un vezzo estetico: gli sviluppatori hanno persino introdotto una visuale di gioco 3D inclinata, capace di dare una profondità pazzesca alle arene e ai mastodontici boss alieni (come l’iconico Dobkeratops), pur mantenendo il gameplay rigidamente ancorato al movimento bidimensionale. Poter switchare tra passato e presente durante le battaglie più concitate è un’esperienza che non smette mai di stupire.
Un Gameplay Intramontabile (e Spietato)
Pad alla mano, R-Type Dimensions III conserva intatto quel gameplay millimetrico, strategico e punitivo che ha fatto la storia del genere. Non siamo di fronte a un “bullet hell” moderno dove conta solo schivare milioni di colpi; qui la chiave è la memorizzazione dei livelli e l’uso intelligente del leggendario Force Pod.
Questa sfera d’energia indistruttibile può essere agganciata alla parte anteriore o posteriore della navetta per fare da scudo e aumentare il fuoco, oppure essere lanciata liberamente nello schermo per agire in autonomia. Gestire il Force, caricare il colpo devastante della R-9 e anticipare le trappole ambientali richiede una concentrazione assoluta. Un singolo errore significa morte immediata, e il gioco punisce i passi falsi senza alcuna pietà.
Accessibilità per Tutti: La Modalità Infinite
Se la spietata difficoltà originale (riprodotta fedelmente nella modalità Classica) rischia di terrorizzare i neofiti, Dimensions III introduce una soluzione brillante: la Modalità Infinite.
In questa variante, i giocatori hanno a disposizione vite infinite e la possibilità di rinascere esattamente nel punto in cui sono stati distrutti, invece di essere rispediti al frustrante checkpoint precedente. È l’aggiunta perfetta per permettere a chiunque di godersi lo spettacolo visivo e la colonna sonora memorabile, studiare i pattern dei boss e finire il gioco senza dover lanciare il controller fuori dalla finestra. A completare il pacchetto troviamo la modalità cooperativa locale a due giocatori e le immancabili classifiche online per i cacciatori di punteggi.
Commento Finale
R-Type Dimensions III è l’esempio perfetto di come si modernizza un classico senza tradirne l’anima. Unire l’immutato e perfetto level design dei primi due capitoli a una veste 3D fluida e intercambiabile in tempo reale è un’operazione nostalgica e tecnica riuscitissima. Grazie all’introduzione della modalità Infinite, il titolo abbatte il muro della frustrazione storica pur mantenendo intatta la sfida per i puristi. Un pezzo di storia del gaming che merita un posto d’onore nella libreria di ogni appassionato.
VOTO: 8.5 / 10
Pro:
- Il passaggio istantaneo da 2D a 3D in tempo reale è spettacolare.
- Gameplay d’annata rigido, strategico e ancora oggi incredibilmente solido.
- La modalità Infinite rende il gioco accessibile anche a chi non ha riflessi da sala giochi.
- Ottimo comparto sonoro, rimasterizzato con cura.
Contro:
- La difficoltà della modalità Classica può risultare respingente per i meno pazienti.
- Mancano contenuti enciclopedici o extra storici approfonditi sulla saga.
