Se segui il panorama PC con attenzione, avrai notato che il 2026 ha portato con sé una delle discussioni più accese e polarizzanti degli ultimi anni nel mondo del gaming. Al centro del dibattito c’è CODEX MORTIS, un titolo indie rilasciato dal publisher Crunchfest che si fregia di un primato storico (e per molti controverso): essere il primo videogioco commerciale sviluppato al 100% tramite intelligenza artificiale, dal codice fino alla pixel art, passando per le animazioni.
Al di là della filosofia e delle inevitabili discussioni etiche sul futuro dello sviluppo, come si comporta Codex Mortis all’atto pratico?
Il Gameplay: Un Inferno di Proiettili Necromantico
Sotto la scocca algoritmica, Codex Mortis è un survival bullet hell roguelite che si inserisce di prepotenza nel filone tracciato da Vampire Survivors. La differenza principale sta nel fatto che qui non sei un eroe che subisce l’assalto dei mostri: tu sei la minaccia. Nei panni di un potente stregone, la morte è la tua arma principale e il tuo obiettivo è sterminare armate di non morti sfruttando i poteri della necromanzia.
Il gioco si struttura in run in cui l’azione frenetica viene spezzata da una pianificazione strategica iniziale. Prima di scendere nell’arena, devi infatti comporre la tua build attingendo a cinque scuole iniziali di magia oscura (che salgono a dieci nelle ultime build beta):
- Necromanzia: Lance di ossa, prigioni scheletriche e l’immancabile esplosione dei cadaveri.
- Summoning: Evocazione di eserciti di scheletri e imponenti golem d’ossa.
- Magia del Sangue: Sacrificio della propria salute per innescare esplosioni apocalittiche.
- Magia dell’Anima: Raccolta di essenze per curarsi o svanire temporaneamente tra i nemici.
- Maledizioni: Debuff per spezzare la resistenza nemica e seminare il panore.
Il vero cuore del divertimento risiede nel sistema di sinergie. Combinare la Magia del Sangue con la Necromanzia genera detonazioni incendiarie a catena, mentre unire le Maledizioni alle Evocazioni permette di intrappolare i nemici terrorizzati in mezzo alle tue legioni. Il loop di gioco legato alla distruzione di massa e alle build è incredibilmente assuefacente.
L’Illusione Tecnologica: Come Funziona il Gioco “Vibe-Coded”
L’aspetto più sorprendente di Codex Mortis è che funziona, e anche sorprendentemente bene. Sviluppato in ECS (Entity Component System) all’interno di un container Electron senza l’ausilio di motori grafici tradizionali come Unity o Unreal, il gioco è leggerissimo (richiede appena 140 MB di spazio) e gira fluido anche su configurazioni datate o su Steam Deck.
Visivamente, l’IA ha partorito una pixel art dark fantasy piuttosto coerente, ricca di esplosioni ed effetti particellari gratificanti. Tuttavia, scavando sotto la superficie, i limiti del medium emergono:
Il trucco delle animazioni: Non riuscendo a generare animazioni tradizionali fluide sui singoli sprite, lo sviluppatore (o meglio, l’IA sotto le sue direttive) ha optato per un effetto di “ondeggiamento” basato su shader. I personaggi si muovono oscillando, un espediente intelligente ma che alla lunga restituisce una sensazione di legnosità e fluttuazione innaturale sul terreno.
Anche il level design dei mondi procedurali soffre un po’ di questa natura: le arene tendono a somigliarsi molto a livello di macro-struttura, mancando di quei guizzi geometrici o di dettagli unici che un level designer umano inserisce per dare carattere a una mappa.
Verdetto: Promosso o Bocciato?
| I PRO | I CONTRO |
| • Prezzo budget super accessibile e supporto alla co-op locale. | • Animazioni dei personaggi legnose e basate su shader. |
| • Sistema di sinergie tra incantesimi profondo e divertente. | • Struttura dei livelli procedurali un po’ generica. |
| • Gira fluidamente su qualsiasi PC e su Steam Deck. | • Richiede una connessione internet fissa anche in single-player. |
Codex Mortis è un esperimento affascinante. Se preso puramente come videogioco, è un ottimo “survivor-like” con un prezzo irrisorio (circa 4 dollari) che vi garantirà diverse ore di divertimento genuino grazie a un ottimo sistema di incantesimi. Se preso come manifesto tecnologico, è la dimostrazione che lo sviluppo assistito da IA è ormai una realtà tangibile. Non ha l’anima o la cura artigianale dei migliori esponenti del genere, ma l’anomalia ludica che ne è derivata merita di essere provata.
