Running Fable Petite Party, la recensione

Se pensavi che le favole fossero fatte solo di ninnananne e morali stucchevoli, Running Fable: Petite Party è qui per smentirti con una scarica di adrenalina e una buona dose di cattiveria competitiva. Rilasciato su console e PC in questo vivace inizio 2026, il titolo di Mojo Bones (già noto per l’originale Running Fable) espande la formula del “racing-strategy” rendendola ancora più accessibile e perfetta per le serate sul divano con gli amici.

Dimenticate la lepre e la tartaruga che corrono e basta: qui la corsa si vince prima ancora di partire.


La Formula: Pianifica, Corri, Tradisci

La vera genialità di Running Fable risiede nella sua struttura a due fasi, che in questa versione Petite Party è stata snellita per massimizzare il divertimento immediato:

  • Fase di Piazzamento: Prima della gara, tutti i giocatori hanno pochi secondi per piazzare trappole (spine, mine, zone rallentanti) o bonus sulla mappa. La cosa divertente? Non sai dove correranno gli altri, quindi devi intuire le loro traiettorie o proteggere la tua.
  • La Corsa: Una volta dato il via, si trasforma in un platform racing frenetico. Devi schivare le trappole che tu stesso (o i tuoi “amici”) hai piazzato, cercando di arrivare primo al traguardo.

Cosa c’è di nuovo in “Petite Party”?

Questa edizione è stata pensata specificamente per il local multiplayer e le sessioni brevi:

  1. Nuovi Item “Party”: Sono stati aggiunti oggetti folli come il Cuscino Scoreggiante (che nasconde la visuale) e il Teletrasporto Instabile.
  2. Personalizzazione Estrema: Potete vestire i vostri animali con cappelli e skin assurde, sbloccabili semplicemente giocando, senza l’ombra di microtransazioni predatorie.
  3. Cross-Platform Totale: Se i tuoi amici non sono fisicamente con te, il matchmaking permette di sfidare chiunque su qualsiasi piattaforma con una fluidità invidiabile.

Analisi Tecnica

ElementoValutazioneCommento
Divertimento⭐⭐⭐⭐⭐È il “Mario Kart dei poveri” nel senso più nobile del termine: caos puro.
Stile Grafico⭐⭐⭐⭐Un look da libro di favole illustrato, coloratissimo e molto leggibile.
Controlli⭐⭐⭐⭐Reattivi e semplici; bastano due tasti per godersi il gioco.
Profondità⭐⭐⭐Non è un gioco di strategia profondo, ma il meta-game delle trappole è brillante.

Pro e Contro

  • PRO: Sessioni di gioco rapidissime (5-10 minuti); perfetto per chi ha poco tempo o per scaldare l’atmosfera durante una festa; stile visivo adorabile che nasconde un gameplay spietato.
  • CONTRO: Giocarlo da soli contro l’IA perde gran parte del fascino; il numero di mappe, seppur aumentato, potrebbe risultare limitato per i giocatori più assidui dopo qualche settimana.

Il Verdetto: Running Fable: Petite Party è una ventata di aria fresca nel genere dei party game. Riesce a unire la pianificazione tattica dei giochi da tavolo con la frenesia dei racing game arcade. È quel tipo di gioco che ti fa urlare contro lo schermo perché il tuo migliore amico ha piazzato una mina esattamente dove sapeva che saresti passato. Un acquisto obbligatorio per chiunque abbia almeno un controller extra in casa.

Meg’s Monster – Lost Memories, la recensione

Se il gioco originale del 2023 ci aveva fatto piangere come fontane, l’espansione Meg’s Monster – Lost Memories (rilasciata a dicembre 2025) arriva in questo inizio 2026 per ricordarci perché ci eravamo innamorati di Roy e Meg.

Sviluppato da Odencat, questo DLC non è un seguito diretto, ma un prequel antologico che scava nel passato di cinque personaggi chiave, offrendo quelle risposte che molti fan hanno desiderato per anni.


Cinque Storie, Un Unico Cuore

Lost Memories abbandona la struttura a lungo respiro per concentrarsi su cinque episodi brevi (circa 2 ore totali di gioco). Ogni capitolo è un tassello che va a comporre il puzzle dell’Oltremondo:

  • Le Origini dei Mostri: Scopriamo il passato di figure come il combattente MMA che lotta per il fratello malato o la creatura nata in laboratorio per scopi bellici.
  • Narrativa “Pura”: Rispetto al gioco base, la componente RPG è quasi azzerata. È un’esperienza molto vicina a una visual novel interattiva, dove il focus è interamente sulla scrittura e sull’emozione.
  • Il Tema Centrale: Il gioco continua a esplorare il confine sottile tra umanità e mostruosità. Chi è il vero mostro? Chi distrugge per natura o chi tradisce per scelta?

Estetica e Suono: La Firma di Odencat

Visivamente, ritroviamo la splendida pixel art pastello che ha reso iconico il titolo originale. Ma è nel comparto sonoro che Lost Memories brilla davvero.

  • La Colonna Sonora: Reo Uratani torna a regalarci melodie al pianoforte che sanno esattamente quando colpire allo stomaco. La musica non è un sottofondo, ma il motore che spinge il giocatore verso la commozione.
  • Minimalismo Efficace: Non servono filmati epici; bastano pochi pixel che si muovono a tempo con una nota triste per trasmettere un senso di perdita devastante.

Analisi Tecnica

CaratteristicaValutazioneCommento
Scrittura⭐⭐⭐⭐⭐Dialoghi eccellenti, toccanti e privi di filler.
Gameplay⭐⭐Molto limitato; solo qualche interazione leggera e minigiochi.
Fedeltà al Lore⭐⭐⭐⭐⭐Risponde a domande fondamentali senza risultare forzato.
Prezzo/Valore⭐⭐⭐⭐Costa poco ($4.99/€4.99) ed è un regalo perfetto per i fan.

Punti di Forza e Criticità

  • PRO: Un approfondimento emotivo incredibile; colma perfettamente i buchi narrativi del gioco base; la colonna sonora è un capolavoro.
  • CONTRO: La quasi totale assenza di gameplay tradizionale potrebbe deludere chi cercava nuove battaglie strategiche; la durata è molto breve.

Il Verdetto: Meg’s Monster – Lost Memories è una carezza malinconica. Non cerca di essere un gioco più grande, ma uno più profondo. Se avete amato Roy e Meg, è un acquisto obbligatorio che vi lascerà di nuovo con gli occhi lucidi, felici di essere tornati per un’ultima volta in quel mondo crudele e meraviglioso.

EBOLA VILLAGE, la recensione

Se i precedenti titoli che abbiamo analizzato cercavano di innovare, EBOLA VILLAGE (approdato su console il 23 gennaio 2026 dopo il debutto su PC) percorre una strada diametralmente opposta: quella del tributo spudorato, quasi ossessivo, ai classici survival horror degli anni ’90.

Sviluppato quasi interamente da un unico autore (Indie Games Studio), il gioco si muove sul sottile filo che separa l’omaggio nostalgico dal clone bizzarro. Ecco com’è andata la nostra prova nel villaggio più pericoloso della Russia post-sovietica.


Un “Resident Evil” in Salsa Russa

La trama segue Maria, che dopo aver visto un servizio televisivo su una minaccia biologica, decide di tornare nel suo villaggio natale per controllare la madre e l’ex marito. Quello che trova è, prevedibilmente, un incubo di mutazioni e follia.

  • L’Atmosfera: È il punto di forza del gioco. L’ambientazione rurale dell’Est Europa, cupa e nebbiosa, trasmette un senso di isolamento efficace. Esplorare vecchi appartamenti fatiscenti e chiese abbandonate evoca quel feeling da “vecchia scuola” che molti tripla A hanno perso.
  • Il Fattore “Gore”: Sorprendentemente, il sistema di smembramento è molto curato. Colpire i nemici con armi da fuoco restituisce un feedback visivo brutale e soddisfacente, con corpi che si lacerano in modo realistico (anche se a volte le fisiche ragdoll sfociano nel comico involontario).

Legnosità e Scelte Eccentriche

Il gioco non nasconde i suoi limiti da produzione solitaria, e anzi a volte sembra quasi volerli esibire.

  • Gameplay Rigido: Il combattimento è legnoso e il sistema di mira su console può risultare frustrante. La gestione dell’inventario è un calco di quella di Resident Evil, ma con un’interfaccia che a volte pecca di scarsa intuitività.
  • IA Generativa e Localizzazione: È curioso (e criticato da alcuni) l’uso di IA generativa per alcune icone dell’inventario. Inoltre, la localizzazione italiana è spesso approssimativa, regalando momenti di ilarità involontaria che spezzano la tensione horror.

Analisi Tecnica

VoceValutazioneCommento
Impatto Visivo⭐⭐⭐Buona illuminazione e ambientazioni suggestive, ma modelli poligonali datati.
Divertimento⭐⭐⭐Se ami il “trash consapevole” e il survival horror puro, ti divertirai.
Longevità⭐⭐Molto breve: si finisce in circa 3-4 ore.
OriginalitàPraticamente inesistente; è un collage di idee già viste.

Pro e Contro

  • PRO: Atmosfera vintage riuscita; sistema di danni ai nemici eccellente per un indie; prezzo budget (circa 20€).
  • CONTRO: Trama senza senso e dialoghi surreali; bug tecnici frequenti; estrema derivatività da Resident Evil Village.

Il Verdetto: EBOLA VILLAGE è il classico “B-movie” dei videogiochi. È grezzo, a tratti rotto e palesemente copiato, ma possiede un fascino strano e un cuore pulsante. Non è un gioco per tutti, ma se cerchi un horror breve, intenso e leggermente folle per una serata diversa, potrebbe valere il viaggio.

Synthesis of Corruption, la recensione

Synthesis of Corruption, rilasciato all’inizio del 2026 da Nebula Depth Studios, è un titolo che non accetta compromessi. Si posiziona in quella terra di nessuno tra l’horror biologico e l’RPG tattico, offrendo un’esperienza che è tanto affascinante quanto profondamente disturbante.

Se vi siete mai chiesti cosa succederebbe se le meccaniche di evoluzione di Spore incontrassero l’atmosfera nichilista di Dead Space, questo gioco è la risposta.


La Meccanica della “Corruzione”

Il cuore pulsante del gioco è il sistema di Sintesi Biologica. Non vestite i panni di un eroe, ma di un organismo virale senziente che deve farsi strada in una stazione di ricerca spaziale abbandonata.

  • Evoluzione Adattiva: Ogni nemico sconfitto fornisce biomassa e DNA. Potete decidere di assimilare i tessuti per far crescere artigli ossei, membrane per il volo o ghiandole acide.
  • Il Dilemma della Sintesi: Ogni potenziamento ha un costo in “Sanità Virale”. Più diventate potenti e mostruosi, più la telecamera e i controlli diventano instabili, simulando la perdita di controllo dell’organismo sulla propria forma.
  • Infiltrazione vs Forza Bruta: Potete evolvervi per diventare invisibili e muovervi nei condotti di ventilazione, o trasformarvi in una massa di muscoli e piaghe capace di abbattere porte blindate.

Atmosfera e Body Horror

Graficamente, Synthesis of Corruption spinge l’acceleratore sul Body Horror. Le trasformazioni in tempo reale del protagonista sono fluide e viscerali: vedrete ossa rompersi e riposizionarsi, pelle lacerarsi per far posto a nuovi organi.

Il comparto sonoro è composto da rumori organici bagnati, battiti cardiaci accelerati e un sound design ambientale che rende la stazione spaziale un luogo vivo, che sembra respirare insieme a voi.


Analisi Tecnica

ElementoValutazioneCommento
Personalizzazione⭐⭐⭐⭐⭐Migliaia di combinazioni di mutazioni che cambiano radicalmente il gameplay.
Grafica⭐⭐⭐⭐Eccellente resa dei materiali organici; alcuni ambienti sono un po’ ripetitivi.
Difficoltà⭐⭐⭐⭐Il sistema di “Corruzione” punisce chi esagera con le mutazioni troppo presto.
Narrazione⭐⭐⭐Raccontata bene tramite registri vocali, ma passa in secondo piano rispetto all’azione.

Punti di Forza e Criticità

  • PRO: Un senso di progressione unico; ti senti davvero un predatore in evoluzione. Il sistema di fisica dei fluidi (sangue e secrezioni) è tra i migliori visti quest’anno.
  • CONTRO: Non è per stomaci deboli. La gestione della “Sanità Virale” può risultare frustrante nelle fasi finali del gioco se non si è pianificato bene l’albero delle abilità.

Il Verdetto: Synthesis of Corruption è un esperimento audace e riuscito. È un gioco sporco, cattivo e incredibilmente profondo. Riesce a far sentire il giocatore potente e vulnerabile allo stesso tempo, un paradosso che vi terrà incollati allo schermo (nonostante la nausea occasionale).

The Run, la recensione

Se c’è un titolo che nel 2026 ha diviso la critica e il pubblico, questo è senza dubbio The Run. Sviluppato da Velocity Labs, il gioco non è semplicemente un “endless runner” o un simulatore di atletica: è un thriller psicologico ad alta velocità che trasforma il movimento costante in una questione di vita o di morte.

Dimenticate la calma e la pianificazione; in The Run, se ti fermi, sei morto.


La Premessa: Fuga dal Vuoto

In The Run, interpreti un “Corridore” senza nome in un mondo distopico dove la realtà stessa sta collassando alle tue spalle. Non c’è una mappa statica: il mondo viene generato proceduralmente mentre corri, creando un senso di vertigine e urgenza mai visto prima.

  • Il “Glitch”: Una colossale anomalia digitale distrugge tutto ciò che ti lasci alle spalle. Devi mantenere una velocità minima costante; rallentare troppo significa essere assorbiti dal vuoto.
  • Parkour Fluido: Il sistema di movimento è il fiore all’occhiello. Salti, scivolate, corse sui muri e scatti aerei si concatenano con una naturalezza incredibile, ricordando i momenti migliori di Mirror’s Edge ma con una frenesia moltiplicata per dieci.

Gameplay e Adrenalina

Il gioco non ti concede pause. Ogni ostacolo superato aumenta il tuo moltiplicatore di punteggio, ma aumenta anche la velocità del gioco.

  1. Potenziamenti Temporanei: Lungo il percorso troverai “Boost di Realtà” che ti permettono di manipolare brevemente il tempo o di creare piattaforme dal nulla.
  2. Rischio vs Ricompensa: Spesso i percorsi più difficili e pericolosi contengono frammenti di memoria che spiegano perché il mondo sta finendo. Vale la pena rischiare il game over per un pezzo di storia?

Analisi Tecnica

CaratteristicaValutazioneCommento
Senso di Velocità⭐⭐⭐⭐⭐Il motion blur e il campo visivo dinamico sono implementati magistralmente.
Colonna Sonora⭐⭐⭐⭐Un mix di Synthwave e Techno industriale che si adatta al tuo battito cardiaco.
Reattività⭐⭐⭐⭐⭐Input lag praticamente zero (fondamentale per un gioco basato sui riflessi).
Varietà⭐⭐⭐I biomi sono spettacolari, ma dopo diverse ore gli schemi iniziano a ripetersi.

Punti di Forza e Debolezze

  • PRO: Un’esperienza puramente “zen” una volta entrati nel ritmo. Estetica neon-noir mozzafiato.
  • CONTRO: Estremamente punitivo. Non è un gioco per chi cerca relax dopo una giornata di lavoro stressante; qui lo stress è parte dell’esperienza.

Il Verdetto: The Run è l’essenza pura dell’azione. È un gioco che richiede la tua totale attenzione e premia la memoria muscolare e i riflessi felini. Non è per tutti, ma per chi ama la sfida del “un ultimo tentativo”, diventerà una droga legale.

Apartment No 129, la recensione

Sei pronto a un’esperienza che ridefinisce il concetto di “orrore domestico”? Apartment No. 129, rilasciato a fine 2025 e diventato un caso virale in questo inizio 2026, è un thriller psicologico in prima persona che dimostra come non servano mostri giganti per terrorizzare: basta un corridoio troppo lungo e un rumore sospetto dietro una porta chiusa.

Il gioco ti mette nei panni di un nuovo inquilino che si è appena trasferito in un complesso residenziale apparentemente normale. Ma, come suggerisce il titolo, l’appartamento 129 nasconde segreti che filtrano attraverso le pareti sottili.


Terrore nel Quotidiano

La forza di Apartment No. 129 risiede nel suo realismo sporco. Non sei un eroe, sei una persona comune che cerca solo di disfare gli scatoloni.

  • Il Loop Temporale Distorto: Il gioco utilizza una struttura a giorni. Ogni “notte” che passi nell’appartamento, qualcosa cambia. Una foto si sposta, una luce lampeggia con un codice Morse inquietante, o senti passi nell’appartamento di sopra… che dovrebbe essere vuoto.
  • Interazione Fotorealistica: Grazie all’uso magistrale dell’Unreal Engine 5, ogni oggetto ha un peso e una consistenza. Aprire un cassetto o controllare lo spioncino della porta trasmette un’ansia tattile incredibile.
  • Audio Olistico: Il sound design è il vero protagonista. Il ronzio del frigorifero, lo scricchiolio del parquet e le voci soffuse dei vicini creano un’atmosfera di paranoia costante.

Meccaniche di Gioco

Non aspettarti combattimenti. In Apartment No. 129 la tua unica arma è l’osservazione.

  1. Investigazione Ambientale: Devi raccogliere indizi (bollette non pagate, ritagli di giornale, vecchie cassette audio) per capire cosa è successo all’inquilino precedente.
  2. Gestione dello Stress: Il protagonista ha un indicatore di panico. Se assisti a troppi eventi paranormali senza “calmarti” (accendendo le luci o bevendo dell’acqua), la vista si annebbia e inizierai ad avere allucinazioni visive che rendono difficile distinguere la realtà dal gioco.

Analisi Tecnica

ElementoValutazioneCommento
Atmosfera⭐⭐⭐⭐⭐Raramente un gioco è riuscito a rendere così inquietante un ambiente familiare.
Grafica⭐⭐⭐⭐Illuminazione dinamica superba, anche se richiede un hardware recente per brillare.
Narrazione⭐⭐⭐⭐Storia frammentata che richiede attenzione ai dettagli per essere ricomposta.
Difficoltà⭐⭐⭐Più che difficile, è psicologicamente logorante.

Perché Giocarlo (e perché no)

  • PRO: Un’esperienza breve (circa 4 ore) ma intensissima, perfetta per una serata al buio con le cuffie.
  • CONTRO: Il ritmo è volutamente lento (slow burn). Se cerchi azione frenetica o jumpscare ogni due minuti, potresti trovarlo frustrante.

Il Verdetto: Apartment No. 129 è un capolavoro di minimalismo horror. Riesce a farti aver paura di casa tua anche dopo aver spento la console. È un viaggio claustrofobico nella psiche umana e nei segreti che nascondiamo dietro porte blindate.

Catharage, l’anteprima

Gemini ha detto

Se sei un appassionato di metroidvania con un’anima dark e non hai paura di affrontare una sfida che mette alla prova sia i tuoi riflessi che la tua bussola interna, Catharage è un titolo che nel 2026 si sta confermando come un piccolo “cult” sotterraneo.

Ambientato in un mondo decadente ispirato all’architettura gotica e alle leggende catare, il gioco riesce a distinguersi grazie a un’atmosfera opprimente ma stranamente magnetica.


Un Viaggio nel “Vuoto Spirituale”

La trama di Catharage non ti viene servita su un piatto d’argento. Interpreti un’anima errante che deve farsi strada tra le rovine di una civiltà che ha cercato la purezza assoluta, finendo però per sprofondare nella follia.

  • Il Design del Mondo: Le mappe non sono solo labirinti, sono vere e proprie opere d’arte in pixel art ad alta risoluzione. Ogni area (dalle Cripte del Silenzio alle Guglie del Tradimento) trasuda una malinconia visiva che ricorda classici come Blasphemous, ma con una palette cromatica più fredda e spettrale.
  • Esplorazione Verticale: Il gioco pone un forte accento sulla verticalità. Acquisire abilità per scalare pareti o planare non serve solo a procedere, ma a scoprire segreti narrativi nascosti in angoli apparentemente irraggiungibili.

Il Sistema di Combattimento: Il Rituale del Sangue

Il combattimento in Catharage è punitivo. Non puoi limitarti a premere tasti a caso; ogni nemico ha pattern che richiedono osservazione.

  • Parry e Contrattacco: Il tempismo è tutto. Un parry eseguito correttamente non solo ti salva la vita, ma ricarica la tua “Essenza”, necessaria per lanciare incantesimi purificatori.
  • Boss Fight Monumentali: I boss sono il fiore all’occhiello del titolo. Ognuno rappresenta un peccato o una virtù distorta e le loro arene cambiano dinamicamente durante lo scontro, costringendoti a riadattare la strategia in tempo reale.

Analisi Tecnica e Struttura

CaratteristicaValutazioneCommento
Atmosfera⭐⭐⭐⭐⭐Il sound design ambientale è da brividi; i silenzi pesano quanto la musica.
Difficoltà⭐⭐⭐⭐Alta, ma raramente ingiusta. Richiede molta pazienza.
Longevità⭐⭐⭐Circa 15-20 ore per il primo completamento, di più se cerchi tutti i finali.
Innovazione⭐⭐⭐Non rivoluziona il genere, ma lo esegue con una maestria rara.

Punti di Forza e Criticità

  • PRO: Direzione artistica sublime e una lore profonda per chi ama leggere tra le righe (e tra le descrizioni degli oggetti).
  • CONTRO: Alcuni picchi di difficoltà possono risultare frustranti, specialmente nelle fasi platform avanzate dove la precisione richiesta è millimetrica.

Il Verdetto: Catharage è un’esperienza intensa e visivamente mozzafiato. È un gioco che richiede dedizione, ma che ti ripaga con una soddisfazione immensa ogni volta che riesci a purificare un’area o ad abbattere un guardiano colossale. Se ami i giochi che ti fanno sentire piccolo in un mondo vasto e antico, non puoi lasciartelo sfuggire.

Shop & Stuff, la recensione

Se i simulatori di gestione ti hanno sempre attirato, ma hai iniziato a trovare “piatto” il solito ciclo compra-metti sullo scaffale-vendi, Shop & Stuff: Supermarket Simulator (rilasciato da SIA Hyper Reality nel 2025 e diventato un piccolo fenomeno VR in questo inizio 2026) è esattamente la scossa di adrenalina di cui avevi bisogno.

A differenza dei simulatori più seri e compassati, questo titolo abbraccia il caos puro della vendita al dettaglio, portandolo su un piano fisico e decisamente più comico.


Benvenuti nel Caos del Retail

In Shop & Stuff, la gestione del negozio non è solo un foglio di calcolo Excel travestito da videogioco. È un’esperienza fisica, tattile e spesso esilarante.

  • Fisica Imprevedibile: Tutto ciò che tocchi nel tuo minimarket può cadere, rompersi o volare via. Caricare gli scaffali diventa un mini-gioco di precisione (o di frustrazione divertente) dove un movimento brusco può causare un “effetto domino” di barattoli di sottaceti.
  • Clienti Bizzarri: Dimentica gli NPC silenziosi. Qui i clienti scivolano sulle macchie di gelato, si lamentano rumorosamente e, soprattutto, cercano di derubarti.
  • Manutenzione “Creativa”: Dovrai dare la caccia ai taccheggiatori, riparare casse automatiche che sembrano possedute e pulire misteriose sostanze appiccicose lasciate dai visitatori meno educati.

Evoluzione e Progressione

Il gioco parte in un modesto negozio lungo la strada, ma la progressione è gratificante.

  1. Guadagno: Ogni vendita (e ogni ladro fermato) rimpingua le tue casse.
  2. Investimento: Puoi sbloccare macchine per il caffè, banchi per il self-checkout e persino decorazioni che attirano una clientela più “esigente” (e problematica).
  3. Espansione: Vedere il tuo bugigattolo trasformarsi in un supermercato hi-tech è un processo che dà molta soddisfazione, specialmente in VR.

Analisi Tecnica

ElementoValutazioneCommento
Immersione (VR)⭐⭐⭐⭐⭐L’uso dei controller per scannerizzare i prodotti e lanciare oggetti è perfetto.
Grafica⭐⭐⭐Stile cartoon alla Pixar, colorato e leggero, ideale per mantenere il frame rate stabile.
Humor⭐⭐⭐⭐Le situazioni assurde che si creano con i clienti sono il vero cuore del gioco.
Longevità⭐⭐⭐Può diventare ripetitivo dopo qualche ora, ma gli aggiornamenti del 2026 hanno aggiunto nuovi eventi.

Il Verdetto: Shop & Stuff è la versione “commedia slapstick” della gestione aziendale. Se cerchi un simulatore ultra-realistico, guarda altrove. Ma se vuoi ridere mentre cerchi di scacciare un ladro lanciandogli contro una scatola di cereali, questo è il gioco dell’anno.

Elemental Brawl, la recensione

Elemental Brawl è un titolo che, nel panorama dei picchiaduro platform del 2026, si è ritagliato uno spazio importante grazie a un approccio “scientifico” al combattimento magico. Se Super Smash Bros. incontrasse un sistema di reazioni chimiche, il risultato sarebbe esattamente questo.

Sviluppato con un focus estremo sulla fisica degli elementi, il gioco non premia solo chi è più veloce con i tasti, ma chi capisce meglio l’ambiente circostante.


Il Cuore del Sistema: Le Reazioni

A differenza di altri brawler, in Elemental Brawl non infliggi solo danni: applichi stati alterati. Il gioco brilla quando questi stati interagiscono tra loro in tempo reale.

  • Sinergie Dinamiche: Se colpisci un avversario con l’Acqua e un alleato usa l’Elettricità, creerai una zona di shock ad area.
  • Manipolazione Ambientale: Il fuoco non serve solo a bruciare i nemici, ma può sciogliere le piattaforme di ghiaccio o creare correnti d’aria calda per permettere ai personaggi volanti di salire più in alto.
  • Il Sistema a Catena: Le combo più devastanti nascono dalla successione rapida di elementi opposti o complementari.

Cast di Personaggi e Stili

Il roster è diviso in quattro fazioni principali, ognuna con un feeling drasticamente diverso:

  1. I Terrestri: Tank pesanti che possono creare muri e armature di roccia.
  2. Gli Idrici: Maestri del controllo del territorio, capaci di scivolare velocemente e intrappolare i nemici.
  3. I Piroclastici: Glass cannon focalizzati su danni esplosivi e mobilità aggressiva.
  4. Gli Aeriformi: Specialisti del combattimento aereo e della distanza.

Analisi Tecnica

CaratteristicaGiudizioCommento
NetcodeEccellenteIl sistema Rollback rende le partite online fluide anche con connessioni instabili.
BilanciamentoBuonoAlcune combo Elemento + Vento sono attualmente molto forti (meta-game in evoluzione).
GraficaVibranteEffetti particellari spettacolari che non appesantiscono la leggibilità dell’azione.
ModalitàVariaOttima la modalità “Trial” che insegna le combinazioni chimiche più complesse.

Il Verdetto: Elemental Brawl è una boccata d’aria fresca. È un gioco profondo che nasconde una complessità strategica notevole sotto un’estetica colorata e accessibile. La curva di apprendimento è ripida se vuoi dominare ogni reazione, ma il divertimento è immediato fin dal primo match.

Air Hares, la recensione

Air Hares, rilasciato il 14 gennaio 2026 da Wondoro LLC, è un titolo che riesce in un’impresa rara: trasformare un genere storicamente aggressivo come il bullet hell in un’esperienza di rinascita e speranza.

Dimenticate i proiettili e i laser: qui siete nei panni di un coniglio aviatore impegnato a riportare la vita in un mondo desertificato.


Una Meccanica “Fertile”

La vera intuizione di Air Hares sta nel ribaltamento del concetto di sparatutto. Invece di distruggere ondate di nemici, la vostra missione è coltivare.

  • Il Gameplay: Ai comandi del vostro aereo, dovete lanciare semi e acqua sui campi aridi per far crescere le carote.
  • Difesa, non Offesa: Non sparate per uccidere. Gli “avian goons” della Gale Gang cercheranno di abbattervi, e dovrete usare manovre evasive, parry e il celebre loop-de-loop per sopravvivere mentre portate a termine il vostro lavoro agricolo.
  • Progressione Visiva: È estremamente gratificante vedere il paesaggio di Winrose Warren trasformarsi da una landa desolata in una metropoli verde e rigogliosa man mano che completate i livelli.

Estetica e Stile Retro

Il gioco è una lettera d’amore agli anni ’90. La pixel art è colorata e ricca di dettagli, con un’estetica che ricorda i cartoni animati del sabato mattina.

  • Filtro CRT: Per i puristi, è presente un’opzione per attivare le linee di scansione tipiche dei vecchi monitor a tubo catodico.
  • Colonna sonora: I brani chiptune sono incalzanti e accompagnano perfettamente l’azione frenetica senza mai risultare ripetitivi.

Punti Chiave

AspettoDettaglio
Modalità Co-opEccellente. Un secondo giocatore può unirsi come Dirk Doggo, rendendolo il gioco perfetto per genitori e figli.
DifficoltàCrescente. I boss di fine stage (i volatili della Gale Gang) hanno pattern complessi che richiedono precisione.
Contenuti ExtraIl gioco è accompagnato da un fumetto digitale (Floppy Flights of Fancy) che approfondisce la lore del mondo.
MessaggioProfondo. Il gioco è ispirato alla storia personale degli sviluppatori (lotta contro l’infertilità), simboleggiando la creazione della vita contro le avversità.

Il Verdetto: Air Hares non è solo un “reverse bullet hell”, è un’esperienza rinfrescante. Anche se la durata complessiva non è eccessiva (16 stage), la cura riposta in ogni animazione e la nobiltà del suo messaggio lo rendono uno dei titoli indie più interessanti di questo inizio 2026.