Se hai pensato a The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd ma in versione pennuta, ci sei andato vicinissimo. Duck Side of the Moon è uno di quei piccoli tesori indie che dimostrano come un’idea folle, se sviluppata con intelligenza e ironia, possa trasformarsi in un gioiello di gameplay.
Preparati a un mix stravagante di fantascienza, esplorazione spaziale e… starnazzi. Ecco la nostra recensione.
🦆 La Trama: Un piccolo passo per un’anatra…
La premessa è tanto assurda quanto adorabile: la Terra è ormai sovrappopolata e inquinata, e l’umanità ha fallito. Tocca a una civiltà di anatre iper-intelligenti e tecnologicamente avanzate colonizzare lo spazio per trovare una nuova casa.
Tu interpreti un’anatra astronauta (completa di tuta spaziale con casco trasparente per il becco) inviata sul lato nascosto della Luna — e successivamente in altri angoli della galassia — per raccogliere risorse, stabilire basi e difendere i coloni da minacce aliene bizzarre.
🚀 Il Gameplay: Gravità zero e gestione delle risorse
A dispetto del tono umoristico, Duck Side of the Moon non è un gioco superficiale. Si tratta di un survival-crafting con elementi platform in 2D e gravità alterata.
- Esplorazione Planetaria: Ogni pianeta o asteroide ha la sua gravità specifica. Dovrai calcolare i tuoi salti e usare il jetpack (alimentato a propulsione… ecologica) per fluttuare tra piattaforme e caverne senza fluttuare via nello spazio profondo.
- Base Building e Crafting: Raccogli minerali spaziali per potenziare la tua tuta, sbloccare nuove armi e costruire cupole protettive per i tuoi simili. Più la tua base cresce, più anatre arriveranno a darti manforte automatizzando la raccolta.
- Combattimento: Lo spazio è pieno di creature ostili (come i temibili “Volpi Spaziali”). Il combat system è frenetico, basato su armi laser e gadget stravaganti come mine-uovo esplosive.
✨ I Punti di Forza (I “Pro”)
- Fisica della Gravità Divertentissima: Il modo in cui il gioco gestisce i movimenti nello spazio è superbo. Volare tra gli asteroidi calcolando l’inerzia è soddisfacente e richiede un pizzico di abilità.
- Umorismo e Citazionismo: Il gioco è stracolmo di giochi di parole a tema “pennuto” e citazioni alla cultura pop sci-fi (da Star Wars a Interstellar). Visivamente, vedere un’anatra che starnazza nel vuoto cosmico non smette mai di far sorridere.
- Progressione Appagante: Il loop di gioco (esplora, raccogli, potenzia, ripeti) è calibrato al millimetro. C’è sempre un nuovo pezzo di equipaggiamento da sbloccare che ti spinge a giocare “solo altri cinque minuti”.
🌌 I Punti Deboli (I “Contro”)
- Controlli Inizialmente Disorientanti: Gestire la gravità zero e i rimbalzi sui muri può frustrare nelle prime sessioni, specialmente nei passaggi platform più stretti dove la precisione è fondamentale.
- Poco Rinnovamento nel Late-Game: Verso la fine dell’avventura, i pianeti successivi tendono a riproporre le stesse dinamiche dei primi, cambiando solo il colore delle risorse e la resistenza dei nemici.
📝 Conclusione
Voto: 8 / 10
Duck Side of the Moon è una sorpresa irresistibile. Sotto le piume e le battute stupide si nasconde un survival/platform solido, profondo e incredibilmente magnetico. Se cerchi un’avventura spaziale diversa dal solito, che sappia farti ridere ma anche impegnare i riflessi, questo viaggio interstellare merita decisamente il prezzo del biglietto. Ideale per chi ama Terraria o Starbound, ma con molto più stile acquatico.
