Skautfold: Moonless Knight, la recensione

Se siete appassionati di dark fantasy, atmosfere lovecraftiane e metroidvania impegnativi, il nome di Pugware e del creatore Steve Gal vi risulterà familiare. All’interno della celebre saga indipendente Skautfold, Skautfold: Moonless Knight rappresenta uno dei capitoli più cupi, raffinati e squisitamente punitivi. Il titolo fonde l’esplorazione bidimensionale interconnessa con un sistema di combattimento tecnico che strizza l’occhio ai soulslike, il tutto avvolto in un’estetica pixel art squisitamente rétro.

Preparatevi a tornare nel mondo alternativo del 1897: la luna è scomparsa e l’oscurità nasconde orrori indicibili.

Un Impero Britannico sull’Orlo dell’Abisso

La trama si colloca all’interno della complessa lore della serie. Ci troviamo in una versione alternativa dell’Inghilterra vittoriana, dove l’Impero ha stretto patti con entità cosmiche antiche e innominabili. In Moonless Knight, la terra è stata privata della luce lunare, gettando il mondo in una notte perenne e risvegliando antichi culti e aberrazioni immonde.

Nei panni di un guerriero d’élite potenziato da innesti arcani, il vostro compito sarà esplorare una gigantesca fortezza sospesa e i territori circostanti per spezzare la maledizione. La narrazione è criptica, affidata a dialoghi stringati con i pochi superstiti sani di mente, descrizioni degli oggetti e dettagli macabri dello scenario. È una storia di decadenza e follia che vi costringerà a rimettere insieme i pezzi del puzzle da soli.

Il Gameplay: Combattimento Chirurgico e Metroidvania Classico

A differenza di molti metroidvania moderni che puntano sulla velocità acrobatica, Moonless Knight preferisce un ritmo metodico, pesante e ragionato. Ogni scontro con i nemici comuni può essere letale se affrontato con superficialità.

Il fulcro del gameplay si basa su tre elementi chiave:

  • Gestione della Stamina: Attaccare, schivare e parare consumano una barra dell’energia. Spammare i tasti d’attacco vi lascerà esausti e alla mercé dei colpi nemici.
  • Parata e Contrattacco: Il gioco premia il tempismo. Imparare i pattern d’attacco dei nemici per eseguire un parry perfetto è fondamentale per sopravvivere, specialmente contro i brutali boss di fine area.
  • Progressione e Abilità: Esplorando la mappa interconnessa troverete scorciatoie, stanze segrete e, soprattutto, potenziamenti arcani. Nuovi strumenti ed elementi magici non solo vi permetteranno di sconfiggere mostri prima inavvicinabili, ma sbloccheranno l’accesso a zone precedentemente precluse, rispettando la migliore tradizione del genere.

Il tocco soulslike: Quando morite, lascerete sul posto la valuta accumulata fino a quel momento. Avrete una sola possibilità per tornare sul luogo del delitto e recuperarla; una seconda morte consecutiva la cancellerà per sempre.

Pixel Art Gotica e Suoni Opprimali

Visivamente, Skautfold: Moonless Knight adotta una pixel art deliberatamente minimalista e dal sapore squisitamente old-school. La palette cromatica è dominata da toni freddi, grigi, neri e spruzzi di rosso sangue, una scelta azzeccatissima per trasmettere il senso di una notte senza fine. Le animazioni dei personaggi, sebbene essenziali, sono fluide nei frame fondamentali per permettere di leggere i colpi nemici.

Il comparto sonoro è minimale ma incredibilmente efficace: dominato da droni ambientali industriali, lamenti lontani e il rumore metallico delle armi che impattano sulle corazze o sulla carne delle abominazioni. Le musiche orchestrali esplodono solo durante i boss, aumentando a dismisura l’adrenalina dello scontro.

L’unico vero difetto del titolo risiede in una certa legnosità iniziale dei comandi. Prima di sbloccare i primi potenziamenti di movimento, il protagonista può sembrare fin troppo pesante e rigido, il che potrebbe scoraggiare chi è abituato a metroidvania più scattanti e permissivi.

Verdetto: Promosso o Bocciato?

I PROI CONTRO
• Atmosfera dark fantasy e lovecraftiana eccezionale e coerente.• Movimenti iniziali del protagonista un po’ troppo legnosi.
• Sistema di combattimento tecnico, punitivo e gratificante.• Curva di difficoltà ripida che non fa sconti ai neofiti.
• Level design della mappa interconnesso e ricco di segreti.• Direzione artistica minimale che potrebbe risultare troppo cupa.

Skautfold: Moonless Knight è una perla indie dedicata a una nicchia ben specifica di giocatori. Se amate la sfida hardcore, le atmosfere gotiche opprimenti e i giochi che richiedono dedizione e memorizzazione dei pattern, vi troverete davanti a un’avventura memorabile e ricca di soddisfazioni. Se invece cercate un action leggero o non sopportate la frustrazione di dover ripetere più volte una sezione, l’oscurità di questo cavaliere senza luna potrebbe rivelarsi fin troppo impenetrabile.

Pubblicato da GameReviews

Mi piace leggere, scrivere, videogiocare, approfondire la mia conoscenza delle lingue indoeuropee e mangiare i bambini.

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