Se ami gli strategici a turni medievali, il nome di Rising Lords ti farà probabilmente pensare a quel mix riuscito tra Slay the Spire, Carcassonne e Heroes of Might and Magic. Nel 2026, lo studio Argonwood ha deciso di espandere quel mondo con Rising Lords – The Pilgrim War, un’espansione standalone (o massiccio DLC narrativo, a seconda di come preferisci vederlo) che sposta i riflettori su una logorante e spietata guerra di religione.
Prepara le tue truppe e fai i conti con i raccolti: il cammino dei pellegrini è lastricato di sangue, fanatismo e tasse.
La Campagna: Fede, Acciaio e Campi di Grano
Il fulcro di The Pilgrim War è la sua nuovissima campagna narrativa. Se il gioco base si concentrava sulle classiche dispute feudali per il territorio, qui l’atmosfera si fa decisamente più cupa e matura. Ti troverai a gestire le dinamiche di una fazione spinta dal fervore religioso (o a difenderti da essa), introducendo dilemmi morali inediti:
- Il peso del Fanatismo: La fede è una risorsa a doppio taglio. Può galvanizzare i tuoi contadini a combattere oltre le loro possibilità, ma richieste troppo estreme o eresie interne possono scatenare rivolte popolari difficili da sedare.
- Gestione dei Pellegrini: Masse di fedeli disarmati attraverseranno le tue terre. Sceglierai di proteggerli e sfamarli, gravando sulle tue già scarse riserve di grano, o li lascerai al loro destino per proteggere l’economia del feudo?
La narrazione è frammentata da splendide illustrazioni in stile codice miniato medievale e le scelte che compirai nei dialoghi avranno un impatto diretto sulla stabilità delle tue province.
Il Gameplay: Più Tattica e Nuove Carte Fede
A livello macroscopico, il loop di gioco rimane fedele all’apprezzata formula originale: una fase gestionale sulla mappa (assegnazione dei contadini ai campi, tasse, fucinatura di armi, allevamento) seguita da battaglie tattiche su griglia esagonale. The Pilgrim War, tuttavia, introduce alcune novità che stratificano l’esperienza:
Le Carte Fede e i Miracoli: Il sistema di deck-building riceve una scossa. Le nuove carte legate alla fazione dei Pellegrini non si limitano a dare bonus d’attacco, ma permettono di manipolare il morale delle truppe o di invocare “miracoli” sul campo di battaglia (come nebbie improvvise per proteggere gli arcieri o piaghe che debilitano i nemici).
Anche le unità militari vedono l’ingresso di nuovi archetipi, come i Flagellanti (fanteria leggera che infligge più danni man mano che perde salute) e i Cavalieri Templari, pesantemente corazzati e protetti da un’alta resistenza al calo di morale.
Comparto Tecnico: Lo Stile “Arazzo” Sempre In Forma
Graficamente, il gioco mantiene lo straordinario stile visivo che simula i disegni medievali dell’epoca. Le animazioni delle battaglie sono volutamente bidimensionali ed essenziali, ma ricche di carattere. L’interfaccia, che nel gioco base aveva ricevuto qualche critica per la sua legnosità, in The Pilgrim War arriva rifinita e più snella, facilitando la gestione dei menu e lo spostamento della popolazione tra le varie attività produttive.
La colonna sonora introduce nuovi canti gregoriani e ballate cupe che si sposano perfettamente con il tema della guerra santa, innalzando notevolmente il livello di immersione durante le sessioni di gioco più lunghe.
L’unico vero difetto risiede nel fatto che la IA nemica, in determinate mappe della campagna, tende ancora a soffrire di una certa prevedibilità, compensando la mancanza di astuzia tattica con un netto vantaggio numerico iniziale che può risultare frustrante nei primi turni.
Verdetto: Promosso o Bocciato?
| I PRO | I CONTRO |
| • Una campagna narrativa profonda, cupa e matura. | • L’IA tattica a volte compensa la mancanza di logica con la superiorità numerica. |
| • Il nuovo mazzo di Carte Fede aggiunge grande varietà ai combattimenti. | • Poche novità strutturali per chi cercava una rivoluzione del gameplay base. |
| • Atmosfera medievale e comparto sonoro eccezionali. | • Curva di difficoltà iniziale della campagna piuttosto ripida. |
Rising Lords – The Pilgrim War è un’aggiunta eccellente per chiunque abbia amato il titolo originale. Non rivoluziona le meccaniche cardine del gioco, ma le arricchisce con un tema affascinante e sfaccettato. Se cerchi uno strategico dove una carestia invernale fa più paura di una carica di cavalleria, e dove la gestione del morale dei tuoi sudditi è la chiave per la vittoria, questa guerra di pellegrini saprà catturarti per ore.
