Take7, sviluppato dallo studio indipendente Singularity Lab, è un thriller psicologico mascherato da simulatore di interfaccia. Nonostante il nome possa far pensare a un gioco di carte o a qualcosa di leggero, ci troviamo di fronte a un’esperienza densa, disturbante e profondamente filosofica che mette alla prova la moralità del giocatore attraverso lo schermo di un computer fittizio.
Gameplay: L’interfaccia come prigione
Il gioco si svolge interamente all’interno di un sistema operativo personalizzato. Sei stato assunto come “revisore di continuità” per una misteriosa multinazionale. Il tuo compito è semplice: hai sette giorni (i “Take”) per analizzare una serie di filmati, documenti e registrazioni audio, decidendo cosa mantenere e cosa cancellare per “ottimizzare” la vita del soggetto assegnato.
- Manipolazione Narrativa: Non si tratta solo di scegliere A o B. Dovrai letteralmente tagliare e incollare frammenti di video o dialoghi per alterare la percezione della realtà dei protagonisti. Le conseguenze non sono immediate, ma si ripercuotono nei “giorni” successivi con effetti spesso devastanti.
- Meccaniche PC-Centric: Il gioco brilla su PC grazie all’uso di finestre multiple, drag-and-drop e terminali di comando. L’immersione è totale: a tratti ti dimentichi di essere davanti a un videogioco e hai la sensazione di stare davvero violando la privacy di qualcuno.
- Rischio di Corruzione: Più alteri i file, più il sistema operativo di Take7 inizia a mostrare glitch e instabilità, riflettendo il crollo psichico del tuo personaggio e del soggetto osservato.
Comparto Tecnico e Atmosfera
Visivamente, Take7 adotta un’estetica brutalista e minimalista. L’interfaccia è pulita, quasi asettica, il che rende ancora più forti i momenti in cui immagini cruente o rivelazioni scioccanti appaiono sullo schermo.
- Sound Design: La colonna sonora è composta principalmente da droni ambientali e suoni meccanici. Il ticchettio della tastiera e i ronzii del caricamento dei file contribuiscono a creare un’atmosfera di paranoia costante.
- Performance: Essendo basato su menu e video, il gioco gira fluidamente su quasi ogni configurazione PC, ma è sugli schermi ad alta risoluzione che la cura per i dettagli nei testi e nei video “rubati” emerge davvero.
Una sfida alla morale
Il vero punto di forza di Take7 è come riesce a farti sentire in colpa. Inizialmente esegui gli ordini per curiosità o per completismo, ma verso il quarto giorno il gioco ti pone davanti a specchi morali riflettenti: sei disposto a distruggere una famiglia per ottenere un “Take” perfetto? La scrittura è tagliente e non scivola mai nel cliché, offrendo molteplici finali basati su decisioni estremamente sfumate.
| Categoria | Valutazione | Note |
| Originalità | 9/10 | Un modo unico di raccontare una storia attraverso i metadati. |
| Immersione | 9.5/10 | L’interfaccia PC è utilizzata magistralmente. |
| Scrittura | 8.5/10 | Cruda, cinica e molto profonda. |
Verdetto Finale
Take7 è un titolo essenziale per chi ha amato giochi come Her Story o Orwell, ma desidera qualcosa di più cupo e tecnicamente interattivo. È un’esperienza che richiede pazienza e attenzione ai dettagli, capace di lasciare un senso di disagio che persiste anche dopo aver spento il monitor. Non è solo un gioco sulla sorveglianza, ma un’indagine sul potere che esercitiamo sugli altri quando siamo protetti dall’anonimato di uno schermo.
Voto: 8.8 / 10
Pro:
- Meccaniche di manipolazione video innovative.
- Atmosfera oppressiva e incredibilmente coinvolgente.
- Grande valore di rigiocabilità per scoprire tutti i destini possibili.
Contro:
- Alcuni enigmi basati sui file di sistema possono essere frustranti.
- Il ritmo nella parte centrale (giorno 3 e 4) rallenta sensibilmente.
