Dark Atlas: Infernum è un survival-horror psicologico in prima persona sviluppato da Night Council Studio e pubblicato da SelectaPlay per PS5 (oltre a PC e altre piattaforme). Metacritic+2Gameware+2
Il gioco mette il giocatore nei panni di Natalia Asensio, Gran Maestra di un antico ordine esoterico: dopo una misteriosa catastrofe soprannaturale, la realtà crolla e apparizioni demoniache invadono il mondo. Natalia si risveglia in un angusto sotterraneo, confusa e privata dei suoi ricordi, e deve affrontare terrore, visioni e incubi per scoprire cos’è successo e cercare di salvare ciò che resta della sua mente (e forse del mondo). PlayStation Store+2GameLegends.it+2
Il gioco combina elementi di esplorazione, stealth, enigmi, horror psicologico e narrazione fortemente esoterica — piuttosto che action frenetica. Gameware+2GameLegends.it+2
✅ Punti di forza
• Atmosfera e direzione artistica
Dark Atlas: Infernum crea un’atmosfera opprimente, inquietante, profondamente disturbante. Luci soffuse, corridoi deformati, ambientazioni gotiche che si mescolano a visioni oniriche e simbolismi esoterici generano tensione costante. NextPlayer.it+2PowerWave83.com+2
Non punta su jump-scare facili, ma su una paura lenta, psicologica, fatta di ombre, suoni indistinti, attese — spesso molto più efficace. NextPlayer.it+24News+2
• Sonoro e sensazione immersiva
Il sound-design è uno dei punti migliori: rumori ambientali, sussurri, scricchiolii, lamenti lontani e una colonna sonora rarefatta costruiscono una costante sensazione di angoscia. Su PS5 il supporto audio (soprattutto con cuffie o audio 3D) contribuisce a rendere l’esperienza davvero inquietante. NextPlayer.it+1
Anche il controller DualSense aggiunge immersione: vibrazioni, sensazioni di passo o fatica, contribuiscono a far sentire la vulnerabilità del personaggio. NextPlayer.it+1
• Narrazione, estetica esoterica e scenari inquietanti
La storia — pur non lineare — è intensa, ricca di simbolismi, visioni, incubi e colpi di scena. L’uso di ambienti che oscillano fra “reale” e “onirico”, realtà distorte e spazi che sembrano usciti da un sogno degenerato conferisce al gioco un’identità forte. GameLegends.it+2Switch Italia+2
Gli enigmi ambientali e le meccaniche stealth (nascondersi, evitare gli “imprints”, sfruttare le ombre, usare strumenti esoterici) aggiungono varietà e profondità all’esperienza — non tutto è caccia o fuga, spesso è una sfida mentale. Gameware+2GameLegends.it+2
• Compact ma intenso
La campagna principale ha una durata contenuta (≈ 8–10 ore secondo alcune stime per una run standard) — questo può essere un vantaggio: l’esperienza resta concentrata, senza perdere tensione a causa di allungamenti forzati. PowerWave83.com+1
⚠️ Limiti e aspetti critici
• Confusione narrativa e complessità esoterica
Il gioco può risultare a tratti criptico, con una narrazione frammentata, visioni distorte, riferimenti esoterici e simbolismi che non sempre vengono spiegati con chiarezza. Se non sei disposto a “interpretare” o accettare l’ambiguità, potresti sentirti perso. 4News+2GameLegends.it+2
Per chi cerca una trama lineare e chiara, la struttura narrativa e l’approccio “onirico-psicologico” possono risultare frustranti o poco soddisfacenti. GameLegends.it+1
• Stealth / sopravvivenza punitiva e sistema di salvataggio penalizzante
In modalità normale, gli “imprints” sono nemici molto pericolosi e la protagonista — vulnerabile — non ha mezzi per combatterli: si basa su nascondigli, stealth, furtività. Se vieni scoperto, la morte arriva rapidamente e il gioco può diventare più “trial-and-error” che horror psicologico. GameLegends.it+1
Inoltre, l’assenza (almeno ad oggi) di checkpoint frequenti o salvataggi intermedi — e l’impossibilità di salvare ovunque — rende la frustrazione più probabile. Alcuni capitoli si devono ricominciare da capo in caso di errore o di chiusura del gioco. GameLegends.it+1
• Alcune imperfezioni tecniche o di rifinitura
Pur su PS5 il gioco offre caricamenti rapidi e frame rate stabile secondo diverse recensioni, alcune texture ravvicinate e modelli di nemici possono risultare meno curati, e il realismo visivo a volte vacilla. NextPlayer.it+1
Il doppiaggio (in inglese o spagnolo) è discreto, ma la mancanza di italiano e alcune recitazioni leggermente rigide possono far perdere parte dell’impatto emotivo per molti giocatori. GameLegends.it+1
• Rigiocabilità e struttura limitate
Una volta finita la campagna, la rigiocabilità è piuttosto bassa: il fascino della scoperta e dell’esplorazione svanisce, e l’esperienza rimane simile, salvo voler cercare finali alternativi o collezionabili. PowerWave83.com+1
🎯 A chi consiglio Dark Atlas: Infernum
Consigliato se:
- Ami gli horror psicologici, l’angoscia lenta e la tensione costante piuttosto che l’azione frenetica;
- Ti piacciono le atmosfere cupe, gotiche, esoteriche e oniriche;
- Apprizzi narrazioni complesse, simbolismi, horror mentale e sovrapposizione tra mente e realtà;
- Vuoi un’esperienza horror “compatta”, intensa, senza dover investire decine e decine di ore;
- Non ti spaventano meccaniche stealth punitivi e un gameplay che può diventare frustrante in certe fasi.
Meno adatto se:
- Preferisci horror con molta azione, combattimento o combattimenti intensi;
- Vuoi una storia chiara, lineare, con spiegazioni solide e poco spazio all’interpretazione;
- Non ti piacciono i giochi che possono risultare “trial-and-error”, con curve di difficoltà brusche;
- Cerchi una produzione rifinita al livello di un tripla-A, con texture perfette e doppiaggio italiano.
🧠 Conclusione
Dark Atlas: Infernum è un tentativo coraggioso di proporre un horror psicologico in prima persona con forte identità, capace di generare tensione non tramite jump-scare ma tramite atmosfera, paranoia, ambientazioni distorte e paura dell’ignoto. Quando funziona — e lo fa spesso — il gioco riesce a far percorrere un percorso disturbante e affascinante dentro la mente e la realtà insieme, facendoti dubitare di tutto.
Allo stesso tempo, paga la sua ambizione con alcune scelte azzardate: una narrazione criptica, un gameplay punitivo, una struttura a volte dispersiva. Ma per un progetto di debutto di uno studio giovane, non è poco: si percepisce una visione, uno stile e un potenziale reale.
Voto personale: 7/10 — Non un capolavoro, ma un titolo sincero e suggestivo, con luci e ombre — e spesso proprio quelle ombre sono ciò che lo rende interessante.
