Phantom Squad, la recensione

Una squadra fantasma… ma con molto da dire

Phantom Squad è il nuovo sparatutto tattico che prova a ritagliarsi uno spazio tra colossi del calibro di Rainbow Six, Ghost Recon e Call of Duty: Warzone. Ma nonostante le inevitabili somiglianze, il titolo di Black Zero Studios riesce a distinguersi con una formula ben bilanciata tra strategia, azione e narrativa.

Gameplay: lento, ragionato, letale

Il cuore del gioco è una campagna single-player (con opzione co-op online) in cui il giocatore guida una squadra d’élite operativa dietro le linee nemiche. Ogni missione può essere affrontata in vari modi: stealth, hacking, assalto coordinato o perfino distrazioni ambientali. L’intelligenza artificiale nemica è sorprendentemente reattiva e punisce ogni errore, obbligando il giocatore a pianificare ogni mossa.

Le meccaniche tattiche sono il punto forte del titolo: comandi rapidi per impartire ordini al team, una ruota delle abilità ben implementata e un sistema di coperture efficace rendono l’esperienza coinvolgente e soddisfacente.

Grafica e sonoro: guerra moderna, resa con stile

Dal punto di vista visivo, Phantom Squad colpisce con ambientazioni realistiche e ben dettagliate: dai sobborghi distrutti da bombardamenti alle installazioni militari sotterranee, ogni mappa è curata con attenzione. Gli effetti di luce dinamici e le animazioni facciali convincenti (anche se non sempre perfette) aggiungono un livello di immersività notevole.

La colonna sonora è minimalista ma efficace, lasciando spesso spazio al silenzio e ai suoni ambientali, come il crepitio delle radio o i passi sul cemento bagnato — scelte che aumentano la tensione.

Multiplayer: il vero banco di prova

La modalità online di Phantom Squad propone match 4v4 in cui il coordinamento è tutto. Chi cerca uno shooter arcade rimarrà deluso: qui si vince con pazienza e comunicazione. Il matchmaking è ancora da perfezionare, e al lancio si sono riscontrati alcuni problemi di lag e sbilanciamento tra team, ma gli sviluppatori hanno promesso patch rapide.

Narrativa: cliché con qualche sorpresa

La storia non brilla per originalità — complotti globali, spie doppie, governi corrotti — ma è raccontata bene, con cutscene di qualità e personaggi ben doppiati. Alcuni colpi di scena riescono davvero a sorprendere, soprattutto verso la metà della campagna.


In sintesi

Phantom Squad è una solida proposta per chi ama gli shooter tattici e vuole un’esperienza più profonda e riflessiva rispetto ai classici FPS frenetici. Non è perfetto: alcuni bug, piccoli problemi di bilanciamento e una narrazione derivativa gli impediscono di raggiungere l’eccellenza assoluta. Ma con il giusto supporto post-lancio, potrebbe diventare un cult per gli appassionati del genere.

Pro:

  • Gameplay tattico ben realizzato
  • Atmosfera intensa e curata
  • Modalità co-op molto divertente
  • Grafica convincente

Contro:

  • Qualche problema tecnico al lancio
  • Storia un po’ prevedibile
  • Multigiocatore da rifinire

Pubblicato da GameReviews

Mi piace leggere, scrivere, videogiocare, approfondire la mia conoscenza delle lingue indoeuropee e mangiare i bambini.

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