KARMA: The Dark World è un thriller psicologico distopico sviluppato da Pollard Studio e pubblicato da Wired Productions. Disponibile dal 27 marzo 2025 su PC e PlayStation 5, il gioco si distingue per la sua atmosfera cupa e la narrazione complessa.
Trama e ambientazione
Ambientato in una Germania dell’Est alternativa nel 1984, KARMA: The Dark World segue Daniel McGovern, un agente dell’organizzazione Leviathan, incaricato di indagare su strani fenomeni psicologici che minacciano la percezione della realtà. Il gioco esplora temi come il controllo mentale, la memoria e la distorsione della realtà, ispirandosi a opere come 1984 di Orwell e Twin Peaks. La narrazione si sviluppa attraverso una serie di eventi onirici e distorsioni temporali, spingendo il giocatore a confrontarsi con l’inconscio e le verità nascoste tra le macchinazioni della supercorporazione Leviathan.
Gameplay e meccaniche
Il gioco combina elementi di esplorazione, risoluzione di enigmi e fasi di azione. La componente investigativa è centrale: Daniel deve raccogliere indizi, interagire con oggetti e svelare misteri legati al passato, alla mente e alla realtà. Le meccaniche di interazione mentale permettono di esplorare i ricordi e la psiche di altri personaggi, offrendo una dimensione unica al gameplay. Tuttavia, alcune sequenze risultano poco intuitive, creando frustrazione in chi si aspetta un’esperienza più fluida.
Grafica e sonoro
KARMA: The Dark World utilizza Unreal Engine 5 per creare ambientazioni dettagliate e suggestive. L’uso di luci e ombre contribuisce a un’atmosfera inquietante e immersiva. La colonna sonora originale, creata in collaborazione con Dolby Atmos, si adatta dinamicamente alle situazioni, amplificando le sensazioni di angoscia e incertezza.
Conclusioni
KARMA: The Dark World è un’opera che vive della sua ambivalenza. Ha tutte le caratteristiche per essere un’esperienza avvincente, ma manca di coesione per realizzare appieno il suo potenziale. La trama offre buoni spunti, ma non riesce a concretizzarsi come un’esperienza soddisfacente, e la ripetitività delle meccaniche limita un gameplay che avrebbe potuto essere più intrigante.
